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Reining, Cutting, Showmanship, Western horsemanship, Western pleasure, Trail, Western riding, Barrel racing e Pole bending

Reining

Il reining è lo sport equestre americano attualmente più seguito in Italia, dove può contare su un buon numero di appassionati, su molti professionisti di rilievo italiani e stranieri e, unica in Europa, su un allevamento di calibro molto simile a quello statunitense. La specialità viene comunemente definita “il dressage dell’equitazione western” e, anche se sfruttato fino alla nausea, l’appellativo è ancora quello più pertinente per definire questa gara di addestramento, dove viene eseguito un pattern (un percorso) predefinito e composto di una sequenza di manovre da “disegnare” in totale omogeneità e armonia di movimento. Le manovre di un pattern di reining sono la stilizzazione dei rapidi movimenti e delle continue inversioni di marcia, stop e turn around (giri su se stessi a 360°) compiuti quotidianamente dai cavalli dei ranch per radunare le mandrie. Il percorso si svolge tutto al galoppo e comprende cerchi grandi e piccoli a diversa velocità, cambi di galoppo al volo, spin (piroette eseguite dal cavallo facendo perno su un arto posteriore e incrociando gli anteriori), back, rollback e sliding stop. Quest’ultima figura è il simbolo della specialità: al cavallo lanciato al galoppo viene richiesto uno stop immediato. Lui, agevolato da una naturale propensione e da un’apposita ferratura dei posteriori (gli speciali ferri lisci creati dai maestri maniscalchi statunitensi per il reining si chiamano appunto slider), blocca le zampe posteriori portandole decisamente sotto di sé e continua a trottare con gli arti anteriori. Il risultato è una lunga e spettacolare scivolata (slide, in inglese) che culminerà in una rapida inversione di marcia con immediata ripresa del galoppo, un rollback, o in un back (camminata veloce all’indietro). Il reining moderno esige che tutto il go, così viene chiamata l’esibizione in sé, sia armoniosamente collegato, che nella successione delle manovre non ci siano esitazioni o sollecitazioni brusche sul cavallo. Il disegno tracciato sul terreno deve risultare simmetrico e senza sbavature. Le redini vengono usate impercettibilmente e solo appoggiandole sul collo: non deve esistere contatto con la bocca del cavallo che deve essere libera. Gli ordini del cavaliere vengono comunicati all’animale dall’assetto dalle gambe e dalla voce. È inoltre tassativo, per ottenere un buon punteggio, che il cavallo si dimostri volonteroso, allegro e sereno, il collo rilassato, l’andatura naturale ed elegante.

Cutting

Da lavoro a divertimento - Dal lavoro di ogni giorno alla prova di abilità. Le gare di cutting sono uno degli spettacoli più appassionanti a cui può capitare di assistere. Per i cowboy, i cavalli sono stati da sempre fondamentali nel lavoro con le mandrie e a loro va il merito di aver trasformato questa antica abilità in una vera e propria arte. Il bestiame doveva essere raccolto su praterie sconfinate per essere marchiato o vaccinato e nei giorni di mercato i vitelli migliori dovevano essere separati dal resto della mandria per essere venduti. Spettava al capo dei mandriani entrare nella mandria per separare un vitello, facendo molta attenzione a non far spaventare gli altri capi, altrimenti il panico si sarebbe presto diffuso nella mandria. Quando il vitello tentava di ritornare in mezzo agli altri, era il cavallo a mantenerlo sotto controllo, scattando da una parte all’altra, impedendogli di riunirsi alla mandria. Questa operazione era definita “cut”, ossia taglio e vista al di là del puro utilizzo, una vera e propria danza. Con il tempo i cow boy iniziarono a sfidarsi per dimostrare la propria abilità nel “cattare“, organizzando dei veri e propri contest. Protagonisti di queste sfide, erano i cavalli, naturalmente dotati di “cow sense“, una sorta di sesto senso che permette a certi soggetti di controllare il bestiame con estrema naturalezza, senza bisogno dell’uso delle redini. Agli esordi di questa nuova specialità non esisteva la figura del giudice. Era il pubblico, fischiando e urlando a decretare il cow boy migliore. Per assistere alla nascita di un regolamento, bisognerà aspettare il 1946 quando un gruppo di 13 cow boy dà vita alla prima National Cutting Horse Association con l’obiettivo di creare uno standard per queste gare.

Barrel racing e Pole bending

Sono le uniche gare a cronometro dell’equitazione western, slalom velocissimi attorno a tre barili da 55 galloni disposti a triangolo e a sei paletti in fila a una distanza di sei metri e 40 l’uno dall’altro. Il Barrel affonda le sue radici nei giochi di ranch, progenitori del rodeo, dove, per divertirsi, il cowboy aveva a disposizione null’altro che il suo cavallo, tre bidoni e il coraggio di lanciarvisi contro a trenta miglia all’ora. Il Barrel ebbe origini prettamente femminili: il suo esordio come sport vero e proprio avvenne negli anni ‘40, quando un gruppo di ranchwomen texane, esperte in sella quanto e più dei loro consorti, decisero di dargli uno standard. Stabilirono un tracciato a forma di trifoglio delimitato da vecchi barili per la benzina e inserirono il fattore tempo. La specialità veniva programmata perlopiù nell’ambito dei rodeo (dove gareggiavano gli uomini) e venne favorita soprattutto dalla sua immediatezza. Il successo fu immediato tanto da suscitare l’interesse dei cavalieri-uomini che cominciarono ad iscriversi alle gare, dando atto a divertenti sfide uomo-donna. I cavalieri, lanciati a velocità da brivido, aggirano i tre barili con un tracciato a forma di trifoglio; ma il Barrel non è solo velocità: al contrario, implica attente strategie e un calcolo della traiettoria pressoché millimetrico. Il Pole bending, invece, è una disciplina abbastanza poco diffusa negli Usa, dove viene praticata perlopiù dai ragazzini, ma seguita attentamente in Italia. Competizione divertentissima, si svolge in una serpentina di andata e una di ritorno, con uscita finale in rettilineo. La gara è meno veloce perché il cavallo deve cambiare galoppo al volo ad ogni passaggio tra i paletti.

Western pleasure

E’ una delle gare più prestigiose e rappresenta la base delle discipline western. Tutti i binomi entrano assieme in campo gara e il giudice comanda le andature al passo, al trotto lento o veloce e al galoppo. Il cavallo deve dimostrare tranquillità, ma anche attenzione e brillantezza, deve dare l’impressione di non fare alcuno sforzo, di essere perfettamente fluido nei movimenti, equilibrato. Deve saper indietreggiare e star fermo in asetto. Il pastorale deve essere elastico, le andature corte e raccolte ma non saltate. La testa in posizione naturale, con il collo disteso, quasi parallelo a terra. Il cavaliere impuga le redini a una mano e deve far eseguire le varie andature con il minimo intervento di redini e gambe. L’English pleasure o Hunter under saddle, è più o meno la stessa gara: cambiano solo le andature e la bardatura all’inglese.

Trail

Un percorso di Trail è la ricostruzione artificiale di quelle che possono essere le difficoltà che un cavallo da ranch deve affrontare nel lavoro quotidiano. Il cavallo deve superare una serie di ostacoli che mettono in risalto il suo comportamento , la sua risposta agli ordini, l’attitudine e soprattutto l’intelligenza. Gli ostacoli variano da un cancello da superare aprendolo prima e chiudendolo poi, senza mai staccare la mano da esso, alle barriere a L, al superamento di un ponticello lungo due metri e largo 90 centimetri, e altri ostacoli che il giudice definisce qualche ora prima della gara. Viene giudicato l’equilibrio psicologico del cavallo, la dimostrazione che sta pensando a quello che fa, il movimento lento e misurato.

Western riding

È una delle discipline più tecniche e impegnative dell’equitazione western. Quasi tutta la gara si svolge al galoppo: si devono eseguire 8 cambi tra un marker e l’altro passando a zig zag, sempre con la stessa cadenza e ritmo. Inutile dire quanto sia difficile ottenere questo da un cavallo montato ad una sola mano. Vince chi, senza commettere errori, dimostra massima naturalezza e minimo intervento.

Showmanship

Gara riservata agli amateur e agli youth rappresenta l’approccio ideale per chi vuole avvicinarsi alle gare western: il cavallo non viene montato ma solo condotto. Viene valutato più l’esibitore che il cavallo, che in questo caso serve da “spalla” per mostrare l’abilità del conduttore. Il cavallo deve prendere posizione in quattro movimenti, si può usare solo la longhina, non si può toccare il cavallo e non lo si può spostare con la mano libera. Si devono eseguire volte e back.

Western horsemanship

Gara per cavalieri giovani o amateur. Vengono giudicati individualmente in base all’assetto, alla posizione delle mani, al controllo e alla presentazione del cavallo nei vari esercizi richiesti dal giudice (passo, trotto, stop, side pass, cambi di andatura, cavalcare senza staffe).